«Eravamo dei giovani che avevano fretta. La storia ci mordeva la nuca. Come se avessimo dovuto recuperare il tempo perso del “secolo degli estremi”, come se avessimo paura di mancare i nostri appuntamenti, politici e amorosi».
«Nel Libro di Giobbe, sabreen significa “coloro che possiedono la pazienza”. Noi ci siamo dovuti iniziare a questa pazienza biblica, a questa antica pazienza ebraica, più di cinque volte millenaria, […] si è dovuta imparare “l’arte dell’attesa”. Di un’attesa attiva, di una pazienza incalzata, di una resistenza e di una perseveranza che sono l’opposto dell’attesa passiva di un miracolo. Perchè “il miracolo non è di questo mondo, ma anche le assi più dure si possono trapassare da parte a parte”».
«Questo libro non è un romanzo. È tuttavia un testo di apprendistato – apprendistato della pazienza e della lentezza – ovviamente incompiuto. Non ha altra ambizione se non quella di ripercorrere un itinerario militante e intellettuale, dopo il disastro dello stalinismo, nell’epoca dell’apoteosi del mercato, quando i geroglifici della modernità espongono in piena luce i loro segreti. Non si tratta né di un’autobiografia, né di memorie. Come quelle, tenere e puntigliose, di Cadichon, le uniche memorie che valgano sarebbero, all’occorrenza, quelle di un asino. Si tratta piuttosto di una semplice testimonianza, per aiutare a capire quello che abbiamo fatto e che cosa vogliamo».
Con queste parole il filosofo marxista Daniel Bensaïd, tra i leader del Maggio ’68 francese, descrive la propria opera. L'affresco appassionato e brillante di un itinerario ricco di aneddoti, di ricordi personali, di riflessioni cruciali in una storia che ripercorre gli anni Settanta, le rivolte giovanili, i movimenti latinoamericani, le organizzazioni della sinistra antistalinista.
Contro la malafede che assicura che il mondo va bene e non va cambiato, contro la rassegnazione che sussurra che la disuguaglianza è naturale ed eterna, rivendica di «aver avuto ragione ad avere torto», e di pensare, in contropelo, che questo mondo possa ancora cambiare.
AUTORE
Daniel Bensaïd (1946-2010), professore all’Università di Paris VIII, ha pubblicato numerosissimi testi, di cui ricordiamo quelli tradotti in italiano: Gli irriducibili. Teoremi di resistenza allo spirito del tempo (Asterios, 2004); Marx l’intempestivo. Grandezze e miserie di un’avventura critica (Alegre, 2007); Chi sono questi trotskisti? Storia e attualità di una corrente eretica (Alegre, 2007); Gli spossessati. Proprietà, diritto dei poveri e beni comuni (Ombre Corte, 2009); Marx, istruzioni per l’uso (Ponte alle grazie, 2010).
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